Dalle macchinette mangiasoldi agli strozzini, un meccanismo perverso

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Dalla dipendenza dalle macchinette alla sottomissione agli usurai: un meccanismo perverso e purtroppo frequente, andato in scena anche qui a Novara, dove questi giorni si sta celebrando un processo per usura ed estorsione a danno di due uomini che avrebbero preteso interessi del 100% su prestiti concessi a un pensionato malato di gioco. Un circolo vizioso che fortunatamente la vittima ha interrotto con la denuncia, uno dei pochi modi per portare alla luce un crimine perpetrato in privato e con la cooperazione di chi lo subisce.

In questo caso la vittima si è presentata alla polizia dopo 3 anni, un lasso di tempo molto lungo in cui ha ricevuto anche avvertimenti e minacce. Gli usurati, infatti, spesso arrivano a chiedere aiuto quando esasperati, dopo aver tenuto nascosto a lungo il loro problema, per molteplici ragioni come paura, vergogna o gratitudine (soprattutto in un primo momento l’usuraio può apparire come un benefattore, l’unico disposto ad aiutare in un momento di difficoltà) oppure anche perché non conoscono gli strumenti messi a disposizioni della nostra legislazione per le vittime di usura ed estorsione. Per questo in Piemonte è attivo lo sportello SOS Giustizia di Libera, che fornisce un servizio di accompagnamento alle vittime sia da un punto di vista umano sia sotto il profilo “burocratico”.

L’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa del 19 gennaio:

19-01-2016_usura_azzardo_lastampa-novara

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