L’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti Urbani ha ripreso le sue attività

discarica

Il 5 novembre e il 10 dicembre scorsi si sono tenute le prime due riunioni dell’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Novara. Era più di un anno che non veniva convocato. L’Osservatorio è un organismo consultivo previsto dalla legge che mette periodicamente in contatto la Provincia con alcune realtà significative della società per riflettere sul ciclo dei rifiuti urbani. La Provincia è rappresentata dal suo presidente e dal consigliere provinciale con delega all’ambiente ( una volta si chiamavano assessori ) e il relativo dirigente di settore. Oltre a Libera Novara ne fanno parte ProNatura e C.A.R.P. Novara ONLUS (Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte), due associazioni ambientaliste. Vi sono poi rappresentanti del Consorzio Gestione Rifiuti Basso e Medio Novarese, di ASL, ARPA, Camera di Commercio, Associazione Industriali, Associazione Piccole Imprese, Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti, Associazione Commercianti, Confcommercio e Confesercenti.

Uno scenario, quindi, molto vasto per un organismo che sembrerebbe aver assunto, quest’anno, un ruolo più importante rispetto agli anni passati. In questi mesi è in discussione la politica di gestione dei rifiuti che si vuole seguire per la Provincia, ma anche per la Regione Piemonte, dove è in discussione il nuovo Progetto di Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani e dei fanghi di depurazione.

Sappiamo che in Italia una cattiva gestione dei rifiuti urbani ha facilitato le ecomafie, che ne hanno approfittato smaltendo illegalmente rifiuti tossici mescolandoli a quelli urbani. Altrettanto vale per la proliferazione di cosiddetti impianti di trattamento che spesso sono serviti per camuffare e far sparire rifiuti tossici. L’approccio migliore che cerchiamo di perseguire, anche in sede di Osservatorio Rifiuti, è quello di ridurre al minimo la quantità di rifiuto indifferenziato destinato alle discariche od agli inceneritori, prima di tutto per salvaguardare ambiente e salute, e poi per togliere alle ecomafie occasioni di lucro. La Provincia ha mantenuto, fra le sue competenze, quella molto importante di controllo del rispetto delle prescrizioni date in sede di autorizzazione alle imprese che si occupano di rifiuti. Come Libera seguiamo con attenzione tale aspetto chiedendo alla Provincia puntuali informazioni, ad esempio sulle analisi effettuate da ARPA e ASL. Come scrive Raffaele Cantone nell’ultimo rapporto “ Ecomafie “ di Legambiente, negli ultimi anni si è passati da cicli dei rifiuti totalmente illegali a imprese che oggi svolgono attività lecite dentro cui una parte rimane illegale. Il fatto di essere sempre presenti e di pretendere trasparenza è importante anche per il valore di deterrenza rispetto a coloro che intendono mettere in atto comportamenti corruttivi o illegali.

Marco Calgaro

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