Bloodsucker, due patteggiamenti e dodici a processo

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Il 14 dicembre si è conclusa l’udienza preliminare del processo scaturito dall’operazione Bloodsucker, che ha portato in aula 14 persone, tra cui alcuni esponenti della famiglia Di Giovanni. Al vaglio del Gup non è scampato nessuno: ci sono stati due patteggiamenti, sette rinvii a giudizio ordinario e cinque all’abbreviato.

Hanno concordato la pena Sergio Agostinelli (2 anni e 2 mesi) benzinaio trovato in possesso di assegni provenienti da illeciti, e Roberto Russillo (1 anno e 10 mesi), operaio della Borgo Service di Sizzano, concessionaria di camion appartenente a Giuseppe Di Giovanni e interessata nei giorni scorsi da perquisizioni effettuate dagli organi inquirenti, alla ricerca di evidenze utili nel procedimento. Per altri motivi vi si era recata in estate anche la Direzione Investigativa Antimafia di Torino, sulle tracce di soldi sporchi di ‘ndrangheta.

Per il rito ordinario, che partirà il 4 marzo, hanno invece optato gli omonimi Ignazio e Ignazio Di Giovanni, Angelo Migliavacca, Francesco Pirrello e Pierluigi Baglivi, oltre che Domenico Geraci e Pasquale Caiazzo, due carabinieri inclusi nel procedimento con l’accusa di aver modificato una multa a carico di un debitore dei Di Giovanni.

Più vicina è la prossima udienza del rito abbreviato: il 21 dicembre tornano in aula Giuseppe Di Giovanni, il fratello Francesco, il nipote Giuseppe, Massimiliano Alia e Pietrolina Sergi. Presto si avrà il primo grande risultato dell’operazione compiuta un anno fa dalla Squadra Mobile di Novara.

Per approfondire ecco La Stampa del 15 dicembre, articolo di Marco Benvenuti:

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