Gioco d’azzardo e ludopatie, in arrivo una nuova normativa

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Ieri mattina, nella cornice natalizia del Mercatino della Solidarietà (presso la Sala Borsa),  si è tenuto un convegno su gioco d’azzardo e ludopatie dal titolo “Ma che gioco è se fa male?“, organizzato dal comitato Mettiamoci in gioco, composto da Adiconsum, Adoc, Arci, Auser, Federconsumatori, Legambiente e Libera Novara.

Al centro del dibattito i meccanismi che spingono a giocare, le categorie più a rischio e le vie di contrasto. Anche Novara i malati di gioco sono in aumento e tra il 2008 e il 2015 si contano 326 casi seguiti dall’ambulatorio GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) dell’ASL di Novara, oggi rappresentato dalla dottoressa Caterina Raimondi.

I soggetti maggiormente predisposti sono quelli appartenenti alle fasce più povere, che spesso ripongono nella grande vincita le proprie speranze di rinascita economica e personale, e i soggetti meno istruiti. Si capisce quindi quanto sia importante il ruolo della scuola, presente all’incontro con rappresentanze delle scuole Enaip, Bellini e Ravizza di Novara.

Proprio alle scuole è diretta una delle proposte formulate da Giorgio AlbertinaleFederconsumatori Mettiamoci in gioco, che ha ipotizzato un’iniziativa di sostegno agli esercizi commerciali no slot, consistente nell’organizzazione di gruppi che vi si rechino periodicamente come consumatori, e ha lanciato l’idea di un progetto di sensibilizzazione nelle scuole autogestito dagli studenti, sul modello di un’iniziativa sperimentata a Milano.

D’accordo con lui la consigliera provinciale delegata all’Istruzione e alle Politiche Educative Milù Allegra, che ha proposto la costituzione di un tavolo con le associazioni e la costruzione di percorsi scolastici nell’ambito della peer education, l’esperienza volontaria di “educazione tra pari” a cui possono accedere gli studenti.

Sul fronte della normativa la notizia è invece quella di un disegno di legge regionale già all’esame delle commissioni e verosimilmente destinato a diventare legge in primavera. Come ha spiegato il consigliere regionale Domenico Rossi, molto spesso le iniziative dei Comuni per limitare l’accesso al gioco o per incentivare i locali senza macchinette sono state vanificate dai ricorsi al tribunale amministrativo da parte degli esercenti. La giurisprudenza è ultimamente più favorevole agli enti locali, come dimostra la sentenza del Consiglio di Stato sulla riduzione degli orari di accensione delle macchinette operata dal Comune di Borgomanero, ma rimane sempre un margine d’incertezza che può disincentivare l’iniziativa delle amministrazioni locali. Per questo occorre una legge regionale che fornisca un fondamento giuridico alle ordinanze comunali volte al contrasto del gioco patologico: «La legge prevede, tra le altre cose – ha spiegato Rossi – la possibilità di regolamentare le distanze, di operare detrazioni fiscali ai locali senza slot» e predispone «incentivi su sensibilizzazione e informazione e la creazione di un logo regionale “Slot no grazie” identificativo dei negozi senza macchinette».

Una buona notizia per le amministrazioni segono o seguiranno l’esempio del Comune di Borgomanero e che anzi avranno presto la possibilità di incidere maggiormente.

 

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