Corruzione, agenti della Polstrada arrestati dai colleghi

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Venerdì scorso sei agenti della Polizia stradale della sottosezione di Novara Est sono stati sottoposti a misure cautelari con accuse che comprendono corruzione, concussione e peculato. Con loro sono indagati anche alcuni imprenditori. È questo il risultato di un’operazione interna alla Polstrada riguardante la gestione sospetta dei soccorsi stradali e l’abuso di controlli per danneggiare alcune imprese.

I filoni dell’inchiesta sono infatti due. In base al primo alcuni agenti avrebbero permesso ad alcune aziende di soccorso stradale di intervenire prioritariamente rispetto alle altre, in cambio di percentuali sul ricavato. In questo modo si trovavano sul luogo del soccorso sempre i soliti mezzi, a discapito degli altri operatori. Il secondo invece concerne atti di ostacolo, come sanzioni e fermi, a ditte di trasporto concorrenti a imprese amiche. Praticamente una sorta di oligopolio amministrato dai poliziotti.

La posizione più grave sarebbe quella del capo pattuglia, Angelo Deleonibus, non solo accusato di essere il regista del sistema corruttivo, ma indagato per ben 13 reati, tra cui falso in atto pubblico, peculato, calunnia, arresto illegittimo e addirittura rapina. Due camionisti dicono di essere stati aggrediti e derubati dall’agente durante un controllo. Deleonibus è attualmente l’unico a essere trattenuto in carcere, per il pericolo che possa interferire con le indagini.

Si tratta di fatti molto gravi non solo perché commessi da pubblici ufficiali, ma, e soprattutto, perché espressione di una rete organizzata promossa da imprenditori del settore.

Così ha commentato (estratto preso da La Stampa di oggi) il pm Francesco Saluzzo, sottolineando come si sia formato un vero e proprio sistema di gestione da parte delle aziende di autosoccorso e di appartenenti a enti concessionari. Il tutto grazie al supporto delle forze dell’ordine inquisite.

Tommaso Di Gaudio, segretario provinciale del SIULP (organizzazione che aderisce a Libera Novara), si è detto fiducioso dell’operato della magistratura e dei colleghi:

Se gli addebiti verranno confermati, saranno state giustamente rimosse le mele marce. Meglio ancora che questo avvenga con una pulizia interna.

Una brutta vicenda, insomma, che se da un lato racconta di poliziotti che in antitesi con i loro doveri potrebbero aver commesso reati gravissimi, dall’altro mostra un’istituzione sana, capace di colpire l’illegalità anche al proprio interno.

Di seguito la cronaca de La Stampa. Articoli di Marco Benvenuti dell’8 e del 10 novembre:

Polstrada 8-11

Polstrada 10-11

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