Slot e ludopatia: i sindaci impongono il coprifuoco

slot

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo assistito nella provincia di Novara a un inasprirsi dell’azione di contrasto al gioco d’azzardo da parte delle amministrazioni comunali. A dare il via al dibattito è stata la decisione dell’amministrazione di Borgomanero e del suo sindaco, Anna Tinivella, di emanare un’ordinanza per limitare gli orari di accensione delle macchinette nel territorio comunale.

L’ordinanza, approvata all’unanimità dal consiglio comunale, è modellata su quella entrata in vigore nell’ottobre del 2014 nella città di Milano e prevede il funzionamento delle slot machine per due fasce orarie ben definite: tre le 9 e le 12 e tra le 18 e le 23. In questo modo si vorrebbe impedire l’accesso al gioco d’azzardo alle fasce più deboli, soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi. Le due fasce orarie sono state infatti studiate per impedire il più possibile a minorenni di accedere al gioco d’azzardo. L’ordinanza ha anche superato lo scoglio del Consiglio di Stato che, coinvolto nella vicenda dagli operatori del settore del gioco d’azzardo, ha certificato la facoltà dei sindaci di decidere gli orari di funzionamento delle macchinette sul territorio che amministrano.

I titolari degli esercizi commerciali interessati dall’ordinanza e i gestori delle macchinette hanno da subito fatto sentire la loro voce contraria, tra le motivazioni il rischio di una diminuzione importante del giro di affari di questi locali e, di conseguenza, la possibile perdita di posti di lavoro e di “investimenti” sul territorio, oltre che la libertà d’impresa. Viene inoltre criticata, sempre dagli stessi gestori e concessionari di macchinette, il fatto che con l’ordinanza, piuttosto che contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, semplicemente va ad agire sulla sua geografia, obbligando giocatori e gestori ad uscire dai confini del comune alla ricerca di zone in cui gli orari di accensione delle macchinette non sono limitati.

Per contrastare le violazioni dell’ordinanza, il comune di Borgomanero ha anche stabilito un aumento delle pene in caso di mancata osservanza delle nuove regole. Approvando all’unanimità la proposta del consigliere comunale di Borgomanero Massimo Fontaneto, le multe sono state aumentate da 50 a 350 euro e alla terza violazione scatta la chiusura del locale.

L’assenza dell’uniformità degli orari di apertura in tutto il territorio circostante è il vero problema, il punto debole dell’ordinanza. Alcuni sindaci del territorio si sono già dichiarati interessati a replicare una ordinanza simile nei comuni che amministrano, anche su invito di una lettera del rivolta a tutti i primi cittadini della provincia dal consigliere Fontaneto.

Anche a Novara l’argomento è tornato alla ribalta per un’interrogazione presentata dal consigliere comunale M5S Luca Zacchero e discussa in consiglio a metà ottobre, che ha raccolto l’impegno dell’amministrazione comunale all’approvazione di un’ordinanza sul modello di quella di Borgomanero. Altre amministrazioni, come Arona e Prato Sesia, si sono aggiunte e potrebbero aggiungersi a questo fronte nei prossimi mesi.

Si tratta di un’iniziativa importante, tanto più se convalidata dal Consiglio di Stato. Se per valutare i risultati pratici dovremo aspettare, per ora si può sicuramente apprezzare il segnale dato dalle amministrazioni; segnale che avrà tanta più forza quanto più sarà affiancato dalla sensibilizzazione e dall’informazione sul gioco patologico e sulle sue conseguenze.

Alessandro Buscaglia

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *