Bagheria: quando le parole sono importanti

megafono

«Le parole sono importanti». È riadattando questa abusata citazione cinematografica che si può riassumere il senso della notizia di quella che è stata definita la rivolta di Bagheria contro il pizzo.

Dopo anni di sottomissione e omertà, tre imprenditori si sono rivolti ai carabinieri per denunciare le violenze subite e altri 33, convocati dai militari dopo le dichiarazioni di un pentito, hanno deciso di parlare. Le parole sono importanti, quindi, perché spesso le catene del racket possono essere spezzate solo dalle denunce delle vittime e perché sono il migliore incentivo a parlare per chi si trova nella stessa situazione.

I fatti di Bagheria dimostrano che denunciare è possibile anche in territori storicamente assoggettati al potere mafioso e che, secondo un altro detto abusato, l’unione fa la forza. Davvero! Per questo sono importanti le associazioni che raccolgono gli imprenditori che decidono di ribellarsi, come AddioPizzo, e gli sportelli di sostegno alle vittime e ai loro famigliari. In Piemonte è attivo lo sportello di SOS Giustizia, perché anche al Nord e nella nostra provincia le mafie estorcono denaro ed è necessario più che mai rompere il muro del silenzio. Se è successo a Bagheria, può succedere ovunque.

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