Borgo Pulito, l’usura non è un fenomeno lontano

Quinten Massys, “Gli usurai”


Nel pomeriggio del primo ottobre è finalmente arrivata la sentenza di primo grado in rito ordinario del processo “Borgo Pulito”. A partire dalle indagini concluse nel maggio del 2011, il procedimento indaga un giro di usura ed estorsioni radicato tra le province di Novara, Varese e Napoli, caratterizzato anche dal coinvolgimento di alcuni importanti esponenti della ‘ndrangheta radicata in Lombardia.

Sono arrivate condanne per Francesco Maiuolo (10 anni e un mese), Sergio Panariello (4 anni e mezzo), Giovanni Tocco (2 anni e mezzo). Condanne con pena sospesa per Salvatore Accardo (1 anno e 10 mesi) e Pietro Raso (1 anno e mezzo). Queste sanzioni vanno a completare il quadro giudiziario che aveva già visto nel dicembre del 2012 cinque condanne con rito abbreviato.

Le indagini effettuate dalla compagnia dei Carabinieri di Arona e coordinate dalla Procura di Novara su un presunto giro di usura nel novarese risalgono al 2009 e si concludono nel maggio del 2011 con l’arresto di 14 persone e lo smantellamento di un giro di usura del valore di oltre 7 milioni di euro. Tra le persone coinvolte numerosi imprenditori della zona di Borgo Ticino e Arona, oltre che alcuni noti criminali operanti nelle province di Milano, Varese e Napoli.

Tra i protagonisti della vicenda anche Fortunato Valle, figlio di Francesco Valle, patriarca dell’omonima ‘ndrina legata ai De Stefano di Reggio Calabria e operanti da molti anni nella Lombardia occidentale. Al centro di tutto un prestito di 150.000 euro contratto dall’imprenditore di Borgo Ticino Pietro Raso, titolare dell’azienda edile “Raso Pietro S.r.l.” con Fortunato Valle nell’agosto del 2007. Da quel prestito si era poi venuta a creare la grande rete usuraria scoperta dall’inchiesta.

Le carte riguardanti la famiglia Valle sono poi arrivate sul tavolo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, entrando a far parte dell’inchiesta coordinata da Ilda Boccassini che nel luglio del 2010 ha portato all’arresto di Fortunato e Francesco Valle, insieme a molti altri affiliati alla ‘ndrangheta Lombarda.

Proprio a causa del prestito di Fortunato Valle, Raso si trovò nella condizione di dover ricorrere a contrarre nuovi debiti con altri usurai, fino diventarne egli stesso uno. Le vittime erano principalmente imprenditori del settore edile e dell’indotto, in difficoltà a causa della crisi senza i requisiti per ottenere prestiti dalle banche. Le indagini hanno permesso di ricostruire un vasto movimento di assegni postdatati che facevano figurare inesistenti giri di affari per giustificare il vorticoso movimento di denaro tra usurai e usurati.

Nel marzo del 2012 i Carabinieri di Arona effettuarono ulteriori arresti per il filone Lombardo dell’inchiesta, coordinato dalla Procura di Busto Arsizio. Inchiesta che venne definita dall’allora procuratore capo Francesco Dettori «uno spaccato di grossa criminalità organizzata ormai insediata al nord».

Con questa sentenza si evidenzia, ancora una volta, come l’attività criminale dell’usura sia diffuso nella nostra provincia e gli spazi che questo fenomeno offre a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.

Alessandro Buscaglia

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