Caselli ad Arona: «Dobbiamo essere attuatori di una Costituzione libera ed emancipante»

caselliGiovedì 15 ottobre ad Arona Gian Carlo Caselli (già procuratore capo di Palermo e Torino) e Libera Novara sono stati ospiti dell’incontro Non c’è libertà senza legalità, organizzato dall’Associazione Partecipazione Solidarietà di Arona e parte del ciclo di appuntamenti Essere cittadini responsabili.

La serata, moderata dal professor Giannino Piana, ha preso il nome dal famoso libretto di Piero Calamandrei e si è concentrato sui mezzi e gli strumenti per il conseguimento della legalità nella vita politica e sociale del nostro paese. Per Caselli lo scenario è molto cupo, anche per via dello scempio quotidiano di diritti e legalità.
«L’Italia delle regole si trova a confliggere con quella dei furbi, degli affaristi, degli impuniti – ha commentato l’ex procuratore – da coloro che pensano che la legge non li riguardi e che pur di apparire sono disposti a scavalcare gli altri sgomitando». Senza regole però si va a sbattere tutti e nessuno può sentirsi escluso. Solo attraverso la giustizia e la legalità si può evitare il tracollo.
Caselli ha individuato nell’articolo 3 della Costituzione il principale garante della legalità: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge» ha ricordato. «La nostra è una costituzione onesta e sincera, e di conseguenza molto impegnativa, e il suo obiettivo è arrivare a una democrazia emancipante, libera da condizionamenti e dall’illegalità».

La testimonianza di Libera, rappresentati da Roberta Tredici e Alessandro Buscaglia, ha riguardato invece le attività locali del coordinamento di Libera Novara e dell’Osservatorio provinciale sulle Mafie e si è concentrata soprattutto sull’educazione alla legalità che ha riguardato, oltre che i ragazzi dei presidi novaresi di Libera, oltre 1400 studenti nel 2014 grazie ai numerosi percorsi scolastici effettuati negli istituti superiori della provincia. È stato ricordato anche l’impegno di Libera per quanto riguarda i beni confiscati in relazione soprattutto al Castello di Miasino, bene sul quale è stata riportata l’attenzione di istituzioni, stampa e opinione pubblica dopo anni di disinteresse.

Lo stesso Caselli ha voluto ribadire l’importanza delle associazioni che si occupano del contrasto alla criminalità organizzata, ricordando che all’estero l’Italia non è solo il paese degli stereotipi, ma anche il paese modello per la legislazione antimafia, per il contrasto alle associazioni mafiose e, soprattutto, per il suo ricchissimo movimento di antimafia sociale, di cui Libera è protagonista da oltre vent’anni.

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