Un anno in numeri nel nostro bilancio sociale

headerEd eccoci ad un nuovo bilancio sociale, lo strumento cui decidiamo di dotarci per comunicare con trasparenza la cifra dei nostri progetti e l’orizzonte dei nostri sogni. Senza fronzoli, solo numeri.
L’anno passato è stato costellato da eventi enormemente significativi per la rete di associazioni e soci singoli che si riconosce e spende nel solco del progetto di Libera. Intanto la riconferma del progetto “Osservatorio provinciale sulle mafie” – si badi per nulla scontata –  che per noi rappresenta non solo una sfida agli occhi dei finanziatori e dei collaboratori, ma soprattutto una responsabilità (enorme, per davvero) nei confronti del territorio tutto, che con interesse e speranza guarda al nostro lavoro, riconoscendone il ruolo strategico di pungolo e stampella al medesimo tempo. Ecco, Sun Tzu qualche manciata di secoli fa sconsigliava caldamente di cominciare una battaglia ignorando le regole e le condizioni del terreno di scontro: sarebbe stata la migliore ricetta per uscirne con le ossa rotte. E allora invitava a studiare il campo da gioco, analizzandone le pendenze, le insidie e i possibili ripari. L’Osservatorio continuerà a fare questo; nulla più, nulla meno.

Nel mentre Domenico Rossi, per sei anni costruttore e responsabile provinciale di Libera Novara, ha lasciato la sua carica allo scadere del secondo mandato. A lui vanno i nostri più onesti  auguri per i molti (infiniti) progetti che lo attendono e lo vedranno protagonista, sempre nella missione comune di costruire “una società in cui valga la pena di trovare un posto”, per dirla con le parole di Mauro Rostagno.
Insomma, chi guarda nella stessa direzione non ha bisogno di temere il cambiamento: si cammina affianco, non perdendosi mai di vista. Sincronie.
In tutto questo abbiamo cambiato anche casa, operandoci per rendere accogliente e confortante la nostra nuova sede. Un “frullatore di vite” e esperienze, per chiunque decida di scommetterci il proprio tempo e la propria energia.

Per quanto riguarda il futuro, lo promettiamo: l’impegno sui due beni confiscati presenti nel Novarese sarà massimo, nel tentativo di ricercare possibili strade inedite per sbloccare l’attuale stallo, e non si affievolirà (no davvero) se non con la definitiva assegnazione di questi alla collettività. Il bene pubblico non ammette mediazioni al ribasso, tanto meno quando si tratta di “roba” sottratta dalle mafie.
Forza, allora!

Mattia Anzaldi
Referente provinciale di Libera Novara

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Bilancio Sociale 2013-2014

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