Nando Dalla Chiesa: quella di Infinito è una sentenza storica

Quello che è successo sabato, con la conferma da parte della Corte di Cassazione della quasi totalità delle condanne per il processo “Infinito” – il filone lombardo del maxi-processo alla ‘ndrangheta – rappresenta un fatto storico e incarna un punto di non ritorno: mai più il privilegio del dubbio, perché la ‘ndrangheta in Lombardia c’è, in modo articolato, organizzato e unitario.
Come già scritto, solo per un imputato la Corte ha deciso per il rinvio all’Appello, accogliendo il ricorso della difesa. Questi è Rocco Coluccio, imprenditore e biologo novarese, finito nelle carte e condannato nei due precedenti gradi di giudizio a 6 anni di reclusione perché sospettato di essere affiliato alla locale di Pavia e “fidatissimo” del boss Pino Neri, oltre che responsabile di un’ipotetica locale di ‘ndrangheta proprio a Novara. Quindi, per lui, processo da rifare.

Abbiamo chiesto a Nando Dalla Chiesa, professore presso l’Università statale di Milano di “Sociologia della criminalità organizzata”, oltre che scrittore, giornalista e presidente onorario di Libera, quale importanza ha questa sentenza.
Ecco il suo commento:
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