“Gurgone, non è ammissibile quel ricorso in Cassazione”

images«Il ricorso in Cassazione di Francesco Gurgone è chiaramente inammissibile perché non c’è alcuna violazione di legge nella sentenza che è stata impugnata. Ormai le prove sono state valutate in due gradi di giudizio e hanno dimostrato la colpevolezza dell’imputato». Nei giorni del quarto anniversario della morte di Ettore Marcoli, l’imprenditore novarese di 35 anni assassinato il 20 gennaio 2010 nel suo ufficio alla cava di Romentino, gli avvocati Gianni Correnti e Alfredo Monteverde, che rappresentano i familiari (i genitori e le sorelle della vittima) commentano così le oltre 80 pagine di ricorso alla Corte di Cassazione che hanno presentato i difensori di Gurgone, il ventiseienne di Cameri condannato in primo e secondo grado all’ergastolo quale mandante del delitto. Un ricorso che, ironia della sorte, è stato depositato proprio negli ultimi giorni a disposizione.

Il giovane imprenditore del settore trasporti non si arrende. Tramite gli avvocati MauroMolinengo e Antonio Foti di Torino ha deciso di giocare l’ultima carta: i difensori definiscono la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino lo scorso 10 ottobre «illogica e carente di motivazione, pertanto invalida». Nulla di più falso secondo Correnti e Monteverde: «Non vogliamo che passi il messaggio per cui la sentenza di Torino sia malfatta. Anzi. Ormai tutte le prove sono state valutate a carico di Gurgone e a nostro modo di vedere non esiste alcuno dei profili per cui il nostro codice consente un annullamento in Cassazione. Nel ricordo di Gurgone è presente, per l’ennesima volta, una ricostruzione alternativa dei fatti, inverosimile, e che in ogni caso non compete ai magistrati romani valutare. Si insiste nuovamente sull’assenza di movente. Non ha alcun senso: come è noto, una volta accertato il fatto, ovvero il delitto, è superflua la ricerca del movente, che può avere invece un senso nel momento in cui si fanno le indagini per cercare l’autore del delitto. Ma qui siamo ormai in una fase più che avanzata rispetto alle indagini».

I familiari di Marcoli, e anche la vedova Susanna (rappresentata a giudizio dall’avvocato Giulia Ruggerone), sono fiduciosi sul fatto che il ricorso venga dichiarato inammissibile. La moglie dell’imprenditore non si è stupita dell’ennesimo tentativo di Gurgone di proclamare la sua innocenza: «Lo avevano detto fin dall’inizio che sarebbero andati in Cassazione. Mi chiedo cosa faranno dopo: possono solo affidarsi al Padreterno. Per me, i familiari e gli amici di Ettore non cambia nulla: già due sentenze hanno confermato la responsabilità di Gurgone e dei suoi sicari». Rincarano la dose gli avvocati Correnti e Monteverde: «La sentenza della Corte d’Appello è, per completezza, coerenza e logicità, di assoluto pregio. Con lucidità e chiare doti di razionalità argomentativa, i giudici hanno esaminato ogni aspetto del processo e le responsabilità degli autori dell’omicidio, così come la sua premeditazione, appaiono confortati da più elementi».

Si attende ora l’udienza a Roma, che, tenuto conto dello stato di detenzione di Gurgone dal marzo 2011, dovrebbe essere fissata in tempi relativamente
brevi, certamente prima dell’estate.

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