Albachiara: Sentenza ribaltata. Tutti condannati in Appello

imagesScattate le condanne per 416 bis in Appello ai 19 imputati, finiti alla sbarra in seguito all’operazione Albachiara/Maglio dell’11 giugno 2011. La sentenza ribalta completamente il primo grado, dove venivano assolti tutti in quanto, pur riconoscendo l’esistenza del locale di Bosco Marengo (che controllava i territori tra le provincie di Asti e Cuneo), il fatto non aveva ragione di sussistere per il carattere di non pericolosità del gruppo.

Tra i presunti affiliati alla cosca troviamo Bruno Pronestì, il boss, condannato a 7 anni, 6 mesi e interdizione perpetua dei pubblici uffici. Lui stesso aveva ammesso l’esistenza del clan, dissociandosene. Antonio Maiolo a 6 anni e interdizione dei pubblici uffici: è grazie alle intercettazioni dei carabinieri che Maiolo avrebbe rivelato incosapevolmente l’identità degli altri presunti affiliati. Nella lista dei condannati troviamo anche politici come Giuseppe Caridi, ex consigliere della città di Alessandria, Presidente della Commissione Politiche del territorio, quota Pdl, “Picciotto” (secondo le intercettazioni) dal 28 febbraio 2010. Per lui 6 anni di reclusione e interdizione a vita dei pubblici uffici.

E non manca all’appello il mondo degli affari. Sergio Romeo e Romeo Rea, entrambi imprenditori, sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi il primo, 5 anni e 4 mesi il secondo, oltre all’interdizione perpetua ai pubblici uffici.

Tra 90 giorni saranno pubblicate le motivazioni di un processo confuso e molto discusso. Ciò che risulta chiaro (sino ad ora) è l’esistenza della ‘ndrangheta nel basso Piemonte.

Si attende il ricorso in Cassazione, terzo e ultimo grado di giudizio.

Cesare Strazzacappa

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