Sciolto per mafia il Comune di Sedriano

imagesIl Comune di Sedriano è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, dopo un anno ricco di tensioni in cui il comune alle porte del Milanese veniva già registrato come “sensibile” ad infiltrazioni mafiose nel post “caso Zambetti”. Lo scioglimento è stato deciso martedì sera (15 ottobre) dal Consiglio dei Ministri: una decisione che nel turbine delle polemiche legate al Patto di stabilità è finita solo apparentemente in secondo piano. Ma per Novara, che dista da Sedriano una manciata di chilometri, è una notizia di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia.Quello di Sedriano è il primo comune lombardo a venire sciolto da un provvedimento del Governo per infiltrazioni mafiose, oltre che il più vicino al territorio novarese. 27 km, un tiro di schioppo. Si sfiorò già il commissariamento a Desio, dove però le dimissioni di massa anticipate dei consiglieri comunali ne evitarono il blocco. Sindaco di Sedriano è (o meglio, era) Alfredo Celeste, professore di religione, coordinatore cittadino del Pdl, nonché membro dell’assemblea nazionale che decretò la nascita del nuovo partito “Il Popolo della Libertà”. Dalla sua scheda istituzionale si legge anche del suo ruolo di vice coordinatore vicario provinciale del Pdl di Milano e consigliere comunale ininterrottamente dal 1985. Per lui i guai iniziarono con lo scoppio del cosiddetto “caso Zambetti”, ovvero con l’arresto dell’ex assessore lombardo alla Casa, per l’accusa di voto di scambio con le cosche (4000 voti per la campagna elettorale del 2010) e concorso esterno in associazione mafiosa. Anche per Celeste scattarono le manette. Al centro dei rapporti di Zambetti con la ‘ndrangheta, saltava fuori il nome del faccendiere Eugenio Costantino, per i magistrati vera e propria cerniera tra le cosche e le pubbli- che amministrazioni. Connivenze importanti che interessano, secondo l’accusa, anche l’attività del sindaco Celeste. Secondo le carte, infatti, Costantino sarebbe riuscito “ad asservire a fini corruttivi il primo cittadino di Sedriano”, ottenendo, in questo modo, “una serie di promesse e di assegnazione di lavori pubblici gestiti dalla sua amministrazione comunale”. Uno scambio che, stando alla tesi dell’accusa, sarebbe stato favorito in particolare modo dal medico Marco Scalambra, marito della capogruppo Pdl proprio a Sedriano. Questo è quanto ha scritto il Consiglio dei ministri nella comunicazione ufficiale sui due scioglimenti: «Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deliberato, su proposta del Ministro dell’interno, lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone)».

 

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