Sedriano, Comune sciolto per mafia: prima volta che accade in Lombardia

Un sindaco considerato ‘a disposizione’, appalti facili per alcuni imprenditori ai quali sembra difficile poter dire no, legami con uomini dei clan. È questo trinomio che ha portato martedì 15 ottobre alla ‘chiusura per mafia’ del Comune di Sedriano, nella periferia Nord di Milano. Ed è la prima volta che accade in Lombardia. In una Lombardia che ha visto il centrodestra, soprattutto con Letizia Moratti e Riccardo De Corato, evitare di parlare di mafie e clan.

stazione_Sedriano_COLCome Cirò. Già in passato, a Desio, Buccinasco, Trezzano sul Naviglio, c’è stata la sollevazione di una parte politica che ha portato alla sfiducia della giunta e al successivo commissariamento. Quest’ultimo caso è diverso. Il comando provinciale dei carabinieri ha fatto una relazione sulle infiltrazioni dei clan, la prefettura l’ha inviata al Consiglio dei Ministri e Sedriano – guarda caso, insieme con il calabrese Cirò – entrano nella lista di paesi “permeabili” (questa l’espressione burocratica-diplomatica) alle infiltrazioni mafiose.

Il sindaco anticronisti. Le indagini inquadrano Alfredo Celeste, pdl, sindaco, ora ex sindaco e già tre mesi di arresti domiciliari. Si era distinto per dichiarazioni contro la Carovana antimafia e le intimidazioni ai giornalisti. Aveva avuto successo anche grazie all’appoggio elettorale che gli hanno dato Marco Scalambra, medico, con relazioni con i clan, ed Eugenio Costantino, ritenuto un boss, nelle elezioni del 2009. Secondo le accuse, appoggi non gratis o per passione politica: molti appalti che riguardano l’edilizia, la raccolta dei rifiuti e il verde appaiono ai detective «pilotati». Tra le aziende favorite una è controllata da Aldo De Lorenzis, suocero di Francesco Musitano, clan dominante a Bareggio.

Come Zambetti. E il gruppo aveva come referente in Regione Mimmo Zambetti, l’assessore arrestato nell’ottobre del 2012 per – anche questa una prima volta in Lombardia – voto di scambio con la ‘ndrangheta. Un arresto che fece crollare la giunta di Roberto Formigoni, già in macerie dopo vari scandali per corruzione, anche nel delicato settore della Sanità.

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