Omicidio Marcoli: confermato l’ergastolo per Francesco Gurgone

Nessuno sconto di pena per Francesco Gurgone, giudicato per la seconda volta come il mandante dell’omicidio di Ettore Marcoli. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, fatta eccezione per l’isolamento diurno in carcere.

Sollevata la moglie di Ettore, Susanna Pulici: «Il mondo è un posto un po’ più giusto oggi», anche se, ovviamente «niente potrà mai risarcire me e mio figlio». Attende invece le motivazioni della sentenza, che la Corte depositerà tra trenta giorni, l’avvocato Giulia Ruggerone, secondo cui «evidentemente la Corte d’Appello ha ritenuto condivisibile la sentenza di primo grado, a mio parere ineccepibile».

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Ma cosa resta ai novaresi di questo processo? In primo grado l’accusa aveva definito Gurgone una «punta di lancia di una penetrazione con metodi mafiosi nel nostro territorio» e l’omicidio il tentativo di accreditarsi in ambienti malavitosi. Le due sentenze ai danni di Gurgone, insieme a quelle di condanna per Lauretta, Fagone, Mattiolo e Brezzi, non provano l’appartenenza dell’imputato a un’organizzazione mafiosa, ma mettono nero su bianco l’esistenza di un commando omicida e di un mandato di morte. I due elementi di quello che è stato definito dall’accusa un «metodo paramafioso», ancora più preoccupante, se ritenuto un modello replicabile da chi non è affiliato a nessuna associazione criminale.

Non solo. Questo processo ci ha anche offerto uno spaccato inquietante di un comparto importante dell’imprenditoria novarese, un mondo crepuscolare fatto di omertà e segreti. Ha dimostrato la sensibilità e la permeabilità del settore delle cave e dei rifiuti. Ma l’omicidio Marcoli ha soprattutto colpito profondamente l’opinione pubblica, uno spartiacque nel modo di pensare Novara e il suo rapporto con le mafie, precedendo il “terremoto” di Crimine-Infinito prima e di Minotauro dopo.

Novara, città «del giorno dopo», riceve una pesante eredità: la responsabilità di mantenere l’attenzione viva perché in futuro la giustizia arrivi prima del sangue.

 

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