«La famiglia non mi crede, ma mi spiace per Ettore»

delitto-marcoli-gurgone-si-gioca-a-torino-la-partita-decisiva-per-evitare-l’ergastolo-19174Io non c’entro con l’omicidio. Io ed Ettore ci vedevamo tutti i giorni e io lo aiutavo. Non ho avuto alcun beneficio dalla sua morte. Non posso accettare che sia morto in questo modo». A parlare è Francesco Gurgone, imprenditore di 26 anni di Cameri, a processo, in Corte d’Assise d’Appello a Torino, quale presunto mandante dell’omicidio di Ettore Marcoli, avvenuto il 20 gennaio 2010 a Romentino. Una vicenda per la quale, in primo grado in Corte d’Assise a Novara, era stato condannato all’ergastolo. Lunedì scorso, dopo l’arringa del suo secondo difensore, l’avvocato Antonio Foti di Torino, come già fatto a Novara, ha rilasciato brevi dichiarazioni spontanee. «So che la famiglia non mi crede – ha continuato- ma sono dispiaciuto per quel che è successo e per il bimbo di Ettore. Non sapete cosa significhi essere all’ergastolo e non sapere cosa dire ai miei figli quando mi chiedono perchè io non possa andarli a prendere a scuola». Prima di Gurgone c’era stata l’arringa, di circa un’ora, dell’avvocato Foti (il venerdì precedente era intervenuto il collega Davide Vitali). Sostanzialmente il legale ha ribadito quanto già evidenziato da Vitali, ossia le presunte incongruenze emerse nel processo di primo grado, l’assenza di un movente e la non credibilità di alcuni testi. Il legame ha sviscerato l’attendibilità delle dichiarazioni di Giuseppe Lauretta, il killer reo confesso, in particolare sulla versione dei fatti da lui fornita, nel suo “tirare in ballo” Gurgone. «Sono molte le cose incongruenti che emergono – commenta il legale, che in aula ha fatto anche riferimento a una pronuncia della Suprema Corte in merito al principio di chiamata di correo (del febbraio 1993 e relativa all’omicidio Calabresi, ndr) – Occorre verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Lauretta, se queste hanno riscontri non ci sono, anzi emergono delle smentite». A colpire il legale «l’inverosimiglianza» di altri aspetti: «É inverosimile, se ci fosse stato davvero un mandato omicidiario, che andasse ad assodare due dipendenti appena conosciuti e una persona con qualche problema». L’udienza è stata quindi aggiornata al 10 ottobre, quando si attendono le repliche e la sentenza.

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