296 braccialetti bianchi eletti: teniamoli d’occhio!

Ora tocca a noi. Siamo giunti all’ultima fase della campagna contro la corruzione, Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele.
296 candidati aderenti sederanno presto in Parlamento e avranno, come d’accordo, cento giorni per elaborare ed approvare una legge seria, completa ed efficace contro uno dei peggiori mali della nostra democrazia e della nostra economia. Ma i veri protagonisti saremo noi, i 156 mila italiani che hanno già firmato l’appello e tutti gli altri che vorranno contribuire all’opera di controllo e di eventuale pressione dal basso per sollecitare gli eletti a tenere fede alla parola data.

Il Pd si conferma primo partito contro la corruzione
Tra i 201 eletti trasparenti alla Camera 133 sono del Pd e 25 di Sel. Con l’aggiunta di Tabacci (Centro Democratico) e Ottobre (SVP), la coalizione di centrosinistra, a Montecitorio, vanta la maggioranza assoluta anche tra i cosiddetti braccialetti bianchi. A quota 32 il Movimento 5 stelle, mentre centro e centrodestra contano rispettivamente 4 e 5 deputati impegnati contro la corruzione.
I volti novaresi alla Camera dei Deputati, come già riportato sul numero di febbraio di Parole Strabiche, sono quelli di Franca Biondelli (Pd) e Davide Crippa (M5S).
A Palazzo Madama, invece, i braccialetti bianchi saranno 75, di cui 62 del centrosinistra, 9 del Movimento 5 stelle, 3 di Lista Civica, uno del Pdl. A rappresentare Novara solo Elena Ferrara (Pd).

La riforma sospesa tra ingovernabilità e responsabilità
Ma è possibile una riforma completa e condivisa in un Parlamento la cui camera alta è terra di nessuno? Certo, non dovremmo neanche porci domande del genere: la lotta alla corruzione non è né di destra né di sinistra, per fortuna. Dovrebbero essere 945 i parlamentari aderenti a Riparte il futuro. Anzi, non dovrebbe neanche essere necessaria una petizione online per chiedere ai partiti di difendere la loro stessa ragione d’essere, la democrazia!
Tralasciando però considerazioni tanto scontate quanto disattese, occorre analizzare le variabili in campo.
Occorre premettere innanzitutto che, data la consistente adesione alla campagna da parte dei membri della maggioranza e in primis del segretario PD Pierluigi Bersani, è auspicabile che l’impegno preso non venga lasciato in sordina. Oltretutto una legge sulla corruzione è prevista anche tra gli otto punti per un “governo di cambiamento” approvati ieri dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.

Questa volta i cittadini non si faranno trovare impreparati. Questa volta i principi stessi della democrazia partecipativa, mai come oggi al centro del dibattito pubblico, saranno le uniche armi possibili in mano alla cosiddetta società civile organizzata.
Questa volta il futuro riparte da noi.

Ryan Jessie Coretta

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