Libera interviene alla festa novarese del PD

C’è stato spazio per parlare anche di mafia durante la festa del Partito Democratico novarese, svoltasi dal 30 agosto al 2 settembre presso il Circolo Operaio della Bicocca, con una tavola rotonda dal titolo “La corruzione e la criminalità organizzata: due alleati della crisi economica”. Ospiti dell’incontro Roberto Leggero, responsabile legalità e lotta alla criminalità organizzata per la segreteria provinciale del PD, Paolo Allegra, presidente dell’associazione La Torre-Mattarella, Filippo Sansottera, consigliere comunale di Trecate e Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte.

Ad aprire l’incontro è stato Roberto Leggero – anche moderatore della serata – ricordando l’importanza del recupero delle risorse che la criminalità organizzata sottrae quotidianamente ai territori e ponendo la domanda su come si possa agire a livello locale. Su questo tema si sono poi sviluppati gli interventi degli altri relatori.
Per il consigliere di Trecate Filippo Sansottera è necessario abbattere la barriera di negazione costruita attorno al fenomeno, sia da parte del mondo politico che da parte ci certe aree della società civile. “è un sipario oscuro che è ora di affrontare” commenta Sansottera “e il primo passo è culturale”. La presenza mafiosa al nord è ormai consolidata da decenni e non si può più sottovalutare il problema. Ma per il consigliere la politica non è da sola. L’apporto delle associazioni fa ben sperare per un lotta sul piano culturale. “lo scopo” conclude “è quello di rendere il territorio inospitale per le mafie, ma per farlo serve una rete della quale fare parte e che ti possa aiutare”.
A Paolo Allegra è toccato il compito di evidenziare il rapporto tra le mafie e la crisi economica. “la crisi è un circolo vizioso da cui dobbiamo uscire, ma solo l’equità sociale può far ripartire l’economia” afferma Allegra, ma queste parole stridono fortemente con i dati sull’incidenza delle attività illecite sull’economia italiana. Un quarto del PIL è costituito da evasione fiscale, dato in crescita nelle regioni del nord, e corruzione e criminalità sono di ostacolo agli investimenti italiani e stranieri. “la corruzione altera le regole del mercato, ciò è ancora più evidente in un momento di crisi”. E le regole sono ancora più calpestate dagli ingenti capitali di provenienza mafiosa che contaminano il mondo dell’industria e avvelenano il sistema bancario uccidendo l’economia pulita. La ricetta può essere “una svolta nella legislazione. Serve più trasparenza, ma anche un’azione della società civile, soprattutto delle associazioni di categoria”.

A concludere il giro di interventi è Maria Josè Fava, che dedica il suo intervento ad un’analisi della presenza locale della criminalità organizzata. Se la mafia è un “sistema basato sui favori contro il sistema basato sui diritti” è pur vero che “questo sistema riguarda le regioni del nord”. e segue la lista spaventosa delle operazioni giudiziarie che negli ultimi anni hanno riguardato le regioni più industrializzate d’Italia. Nel luglio 2010 l’operazione Crimine-Infinito rivela la radicata presenza mafiosa in Lombardia. Nell’estate del 2011 a poche settimane di distanza si susseguono Minotauro a Torino e Maglio-Albachiara ad Alessandria.
Centinaia di arresti e un sistema di relazioni tra mafia, imprenditoria e politica che nessuno avrebbe mai potuto immaginare pochi mesi prima. “la mafia è interessata al grande come al piccolo” spiega Fava “gli interessi verso i piccoli comuni sono anche facilitati dai rapporti con le amministrazioni locali”. Rapporti necessari alla mafia per fare i suoi affari e che la mafia ricompensa con pacchetti di voti da muovere durante le campagne elettorali.

Libera quotidianamente cerca di contrastare questi fenomeni, attraverso le sue piattaforme politica, numerose in tutto il Piemonte e presenti anche a Novara con L10 e con il lavoro sul territorio, come quello dell’Osservatorio Provinciale sulle Mafie di Libera Novara, ma serve altro. Serve l’apporto della politica, servono scelte coraggiose e importanti. Non bisogna più sottovalutare il problema.

Alessandro Buscaglia

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