‘Ndrangheta in Lombardia (e a Novara): depositate le motivazioni della sentenza di condanna per Rocco Coluccio

Sono state depositate le motivazioni della sentenza che nel novembre del 2011 portò alla condanna (in rito abbreviato) di 110 persone indagate in qualità di appartenenti alla ‘ndrangheta e, in particolare, a “La Lombardia”, l’organo di coordinamento delle locali ‘ndranghetiste lombarde.  Tra queste anche il novarese Rocco Coluccio, biologo e imprenditore, condannato in primo grado a 6 anni di carcere.

Il giudice Arnaldo conferma le tesi sostenute dal PM identificando in Rocco Coluccio il “tramite nei rapporti fra Neri e gli aspiranti successori al potere in Lombardia”. Pino Neri è l’avvocato di Pavia scelto come “traghettatore” de “La Lombardia” a un nuovo assetto necessario dopo l’uccisione di Carmelo Novella, reo di aver lavorato per un distacco del gruppo lombardo dalla casa madre calabrese. A supporto di tale tesi vengono riportate una serie di telefonate di persone affiliate alla ‘ndrangheta che parlano di Rocco Coluccio come una persona con ruoli all’interno dell’organizzazione, la presenza dell’imprenditore novarese a una serie di incontri durante i quali si parlava della riorganizzazione de “La Lombardia” e almeno a un incontro durante il quale è stata assegnata una dote. Durante una telefonata “Neri riferisce a De Masi di voler assumere un ruolo di mero garante e di voler consegnare la responsabilità degli assetti più operativi nelle mani di MANDALARI Vincenzo, PANEITA Pietro Francesco, LUCA” Nicola e COLUCCIO Rocco”. “In buona sostanza – conclude il gup – gli elementi raccolti concorrono a determinare un solido quadro probatorio in danno del prevenuto relativamente alla sua partecipazione al sodalizio di cui al capo 1 (416 bis ndr)”.

Coluccio, inoltre, sempre secondo quanto riportato dalle motivazioni della sentenza è il “responsabile della locale di Novara“, di cui l’operazione di polizia Infinito non ha identificato i componenti, ma della quale, parlano in maniera chiara alcune delle persone intercettate nel riferirsi all’imprenditore novarese. L’appartenenza di Coluccio a una locale piemontese giustificherebbe la sua assenza dalla riunione di Paderno Dugnano, riservata solamente ai lombardi, anche se, nell’impianto accusatorio, Rocco Coluccio è indicato anche come affiliato alla locale di Pavia, in quanto “In ogni caso, ai fini della penale responsabilità, alcun rilievo può riservarsi alla circostanza che l’imputato sia stato inserito nella locale di Pavia, nel momento in cui le indagini hanno comunque dato conto di un ruolo attribuitogli dal responsabile della locale di Pavia sulla base del quale, in relazione a quanto contestatogli dal PM, ha operato”.

Resta aperta la domanda che già ponemmo a Novembre: ma se esiste una locale di Novara e se una locale è formata da 49 persone. Chi sono gli altri membri?

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