Processo “di Giovanni”: Carmine Verterame non comparirà in aula

Doveva essere la giornata della testimonianza di Carmine Verterame, invece quella del 24 maggio si è trasformata in una nuova udienza interlocutoria del processo “Di Giovanni”.  Giulia Ruggerone, avvocato d’ufficio di Verterame, ha prodotto il verbale del processo  Infinito, nel quale il Verterame è imputato e che, procedendo al ritmo di tre udienze alla settimana, gli ha sempre impedito di recarsi al tribunale di Novara. Ma non era necessario il verbale. Infatti il giorno precedente Carmine Verterame aveva fatto sapere al collegio che si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

Proprio per questo motivo il presidente del collegio, Angela Fasano, ha deciso che non ci sarà alcuna nuova udienza per sentire Verterame, nemmeno dopo la conclusione del processo Infinito prevista per fine luglio, e conseguentemente ha revocato l’ordinanza ammissiva del teste. Contraria a questa decisione la difesa di Giuseppe di Giovanni, che invece ha insistito perché venga sentito. Favorevoli invece sia il Pubblico Ministero, sia la parte civile.

Nessuno nuova deposizione malgrado l’opposizione della difesa, che non ci sta e si gioca la carta della  dichiarazione spontanea dell’imputato, il quale, riferendosi al documento 4 – un assegno – ha dichiarato  che era stato rilasciato da Parisi Fabrizio, titolare della Isola Scavi, per appianare alcuni debiti che aveva nei confronti della Borgo Service, l’azienda di Di Giovanni. È l’opportunità per la difesa di chiedere di sentire Fabrizio Parisi “anche se” aggiunge l’avvocato difensore “di fatto nell’azienda operava Verterame” e quindi ribadire l’importanza di sentire Verterame. Ma non solo. La difesa annuncia anche di non voler rinunciare agli altri testi che il collegio non ha ammesso.

Fabrizio Parisi, anche lui sotto processo a Milano per l’operazione “Infinito”, è definito nell’ordinanza della Dda di Milano uomo di assoluta fiducia di Carmine Verterame – indicato addirittura con il termine di “dominus”. Tramite le intercettazioni ambientali è stato anche possibile ricostruire parte della storia criminale di Parisi, ritenuto essere stato membro, sempre insieme a Verterame, prima della locale di Varese e poi in quella di Erba, vicino alla cosca Arena e Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Imprenditore attivo nel movimento terra è ritenuto essere stato, tramite l’Isola Scavi, prestanome di Verterame.

Secca è la replica del giudice Fasano: “quante volte non dobbiamo ammetterli perché rinunciate?” seguita su questa linea sia dal pm che dalla parte civile, che si oppongono alla richiesta di sentire nuovi testi. La preoccupazione è di perdere troppo tempo a sentire testimonianze poco utili. Proprio il fatto che la persona informata delle attività della Isola Scavi sia il Verterame ha spinto il collegio a ritenere superflua – e a non ammettere –  la testimonianza di Parisi. Tutto adesso è rinviato al 23 ottobre, quando sarà ascoltato il perito nominato ad inizio maggio e ci saranno le conclusioni del Pubblico Ministero.

Alessandro Buscaglia

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *