Borgo Pulito: quattro arresti nel filone lombardo dell’inchiesta

borgo pulitoSono quattro le persone arrestate martedì 20 marzo dai Carabinieri di Arona nell’ambito del filone Lombardo dell’inchiesta “Borgo Pulito”. I fermi, eseguiti tra Piemonte e Lombardia – uno anche a Gozzano –  sono stati richiesti dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Raffaella Zappatini, che ha coordinato le operazioni.
L’operazione originaria, coordinata dalla Procura di Novara, aveva portato, nel giugno 2011, all’arresto di 14 persone tra Piemonte, Lombardia, Sicilia e Campania. Al centro di un vastissimo giro di usura c’era la figura di Pietro Raso, imprenditore di Borgo Ticino che aveva contratto un debito di 150mila Euro con Fortunato Valle, figlio di Francesco Valle, patriarca dell’omonima ‘ndrina legata ai De Stefano di Reggio Calabria. Non potendo far fronte agli interessi di 30mila Euro al mese sul prestito, Raso si era trovato costretto a rivolgersi ad altri usurai, fino a diventare esso stesso mediatore tra strozzini e vittime, nel tentativo di trovare il denaro per pagare i suoi debiti.
Per i Carabinieri Pietro raso è stato in grado di mettere insieme un giro di persone talmente vasto e poco circoscritto da comprendere personaggi legati in vario modo a Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita. Oltre 7 i milioni di Euro movimentati nella sola provincia di Novara, contanti o tramite vorticosi giri di assegni. Molti degli elementi raccolti dalle forze dell’ordine sono poi confluiti in altre operazioni riguardanti tutta Italia; sicuramente la più significativa quella che, nel giugno del 2010, ha portato all’arresto, tra gli altri, di Francesco e Fortunato Valle da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.
“L’inchiesta” ha dichiarato in conferenza stampa, questa mattina,  il procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori “è uno spaccato di grossa criminalità organizzata, ormai insediata al nord”. E importanti legami con la criminalità organizzata  catanese sono quelli di Giuseppe Drago, detto “Zù Pippo”, sicuramente il più importante dei quattro arrestati. Già condannato per traffico di stupefacenti, Drago era uno dei più violenti usurai del giro: ricorreva abitualmente a minacce e arrivò anche a colpire Raso con il suo telefono cellulare.
I Carabinieri di Arona hanno assicurato alla giustizia anche Antonino Fazio – arrestato a Gozzano – e Sebastiano Patti, importante mediatore tra Pietro Raso e l’usuraio napoletano Sergio Panariello, già arrestato la scorsa estate. Il quarto arrestato, Francesco Emanuele, fidanzato della figlia di Drago, era già detenuto a San Vittore.
Per il sostituto procuratore Raffaela Zappatini è stata finalmente fatta giustizia. “Questi arresti” ha commentato “riportano fiducia nella legge in quelle poche persone che hanno corso il rischio di ribellarsi ai propri estorsori. È una risposta concreta a chi ha denunciato e vedeva ancora liberi gli aguzzini”. Proprio l’omertà è uno dei tratti comuni dei due spezzoni di Borgo Pulito. Pochissimi hanno deciso di denunciare, se non, come nel caso di Pietro Raso, come ultima risorsa. Secondo gli inquirenti sono almeno due i casi di usura avvenuti a Busto Arsizio.
Mentre il processo novarese è già incominciato – le prime richieste di patteggiamento e di rito abbreviato sono già state accolte – e a breve si dovrebbe decidere in udienza preliminare la sorte degli ultimi sei indagati che non hanno scelto un rito alternativo, tra i quali c’è lo stesso Pietro Raso, i Carabinieri di Novara avvertono che le indagini non sono ancora concluse. Non tutto è stato ricostruito e ci saranno altri sviluppi nel caso.

Alessandro Buscaglia

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