L’impegno novarese nella memoria di Ilaria e Miran

Sabato 12 novembre 2011, giornata di per sé storica per il nostro paese, fissa un ulteriore zona franca sul territorio novarese.
Una nuova estensione positiva della rete di Libera Novara si ufficializza davanti alla rete regionale (presente per il coordinamento mensile dei presidi territoriali e dei coordinamenti provinciali) in corso Trapani a Torino, all’interno dell’evocativo contesto firmato Gruppo Abele.

Un nuovo presidio giovanile, il quarto della provincia novarese (in attesa del quinto, “il borgomanerese”, sulla via del battesimo per il prossimo mese), firma il suo patto sociale con il territorio e con la scommessa nazionale, collettiva e condivisa, di costruire una comunità civile nuova, alternativa alle mafie.
L’impegno si sviscera nel proprio territorio, e questo presidio già da settembre ha messo in campo il proprio progetto.
La piattaforma politica L10 Novara è stata in tutta la sua sostanza adottata dal gruppo: verrà nel tempo condotta attraverso la formazione permanente in una forma addomesticata e comprensibile per tutta la rete giovanile, e verrà alimentata costantemente con la partecipazione attiva e la presenza vigile nei contesti politici locali.

Già solamente il piano di auto-formazione a sostegno del decalogo citato basterebbe a definire un impegno costante per l’avvenire, ma le forze a disposizione concedono ambizioni alte. Per questo motivo il presidio cercherà di tessere una fitta rete di relazioni contenutistiche che fondino la piattaforma politica L10 alla formazione, di proposta regionale di Libera, su “Mafie al Nord”.

Interroghiamoci sui nodi economici che sorreggono la politica, comprendiamoli, svisceriamoli e rendiamoli leggibili a tutti. Presenziamo i luoghi delle proposte e delle promesse, per poi chiederne il rispetto attraverso nuove forme di mobbing comunicativo, “ferocemente” si sarebbe detto durante il battesimo. Formiamoci sulle narrazioni virtuose e viziose del nostre territorio, per prendercene cura con più partecipazione.
L10 Novara è in buone mani e non ha tempo da perdere.

La dedica del presidio, formalizzata durante la cerimonia, si fa carico di una responsabilità doppia: la prima porta il nome della giovane giornalista romana Ilaria Alpi, la seconda raccoglie la forza del suo operatore, Miran Hrovatin.
Una responsabilità doppia che pesa come un macigno, come la storia dei nostri ultimi 20 anni, raccontati a singhiozzi da una narrazione freddata a Mogadiscio a colpi di Kalashnikov. Storie di armi, di guerre, di navi italiane salpate verso l’ignota discarica somala, strabordanti di rifiuti tossici. E poi insabbiamenti, documenti fantasma, interviste manomesse, testimoni scomparsi, prove falsificate, storie dimenticate.
Questo è stato, e forse è ancora, destino di una parte della nostra libertà di informazione. Eroi: esaltati, santificati, dimenticati.

Noi firmiamo la nostra promessa di onestà a fianco al loro nome, con la responsabilità che ne deriva.
Con occhi vigili, nel nome di Ilaria e Miran, non arretriamo!

Mattia Anzaldi 

 

Il video del battesimo:

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *