La penetrazione del crimine organizzato nell’economia legale

MILANO. “Quante sono le persone che violano una norma al fine di procurarsi un reddito? – chiede il professore ordinario di economia politica Donato Masciandaro all’inizio del suo discorso – “un numero che oscilla tra un terzo e un quarto della popolazione.” L’evento, parte del ciclo formativo organizzato in collaborazione tra gli atenei milanesi e l’associazione Libera e tenutosi presso l’Università Bocconi, era dedicato al tema della penetrazione del crimine organizzato nei settori legali. “E il riciclaggio è quella modalità che permette al soggetto che compie il reato di non essere incriminato. Quali sono le tecniche? Tutte quelle immaginate dalla mente umana ed è inutile io venga a elencarle”. Ha spiegato però come, a differenza della Gran Bretagna che crea una netta distinzione tra economia bianca e nera, il continente abbia mantenuto una parte in comune tra la parte legale e non. “Per arginare il rischio potremmo volgere gli sforzi nella direzione della completa trasparenza dei flussi finanziari, proibendo l’utilizzo del contante per operazioni di importo superiore a 50 euro e pubblicando i redditi di ogni nucleo familiare; ma la privacy è fisiologica, tanto quanto lo è la convenienza personale: la re-immissione di un reddito ne genera sempre un altro e il grigio rende la manovra più fluida”.

A prendere la parola a nome dell’associazione Libera è la dottoressa Susanna Schwarz per ricordare che “oggi è l’anniversario della strage di Capaci”. È chiaro come l’incontro fosse dedicato all’onore del giudice Giovanni Falcone e la premessa trova conferma nella lettura delle sue parole alla conclusione del suo intervento.

Segue un attimo di silenzio, forse in riflessione alle vicende avvenute 19 anni prima, e il microfono passa a Michele Polo, ordinario di economia politica, per parlare dell’espansione delle organizzazioni mafiose al nord e in Lombardia. L’inizio del processo è stato caratterizzato dall’enforcement, momento in cui l’obiettivo è far valere gli accordi interni ed esterni con le altre organizzazioni; le oltre 300 vittime l’anno che hanno caratterizzato l’arrivo della mafia in territorio lombardo sono quindi servite all’affermazione del clan dominante. “Come si sviluppa l’attività criminale, invece? Attraverso l’accumulazione originaria; i ricavati dei sequestri di persona avvenuti al nord tra gli anni ’70 e ’80 si sono trasformati in traffico di stupefacenti; questo permette  all’attività criminale di trasformarsi in organizzazione autonoma”. Il reinvestimento può essere ampliato ai settori dell’edilizia, del commercio all’ingrosso e al minuto, anche grazie al supporto della pubblica amministrazione che non presta l’attenzione necessaria all’attività di costruzione da lei gestita. “Economicamente comporta l’annientamento della concorrenza reale perché i capitali mossi sono troppo grossi per essere a disposizione di tutti in modo pulito”. L’espansione prosegue attraverso estorsioni ed eventuali intimidazioni per consolidarsi negli investimenti immobiliari e finanziari che causano una distorsione la cui dimensione è difficile da stimare a causa della difficoltà nel rintracciare i percorsi dei capitali.

Prende la parola Alberto Alessandri, professore di diritto penale, che ha incentrato il suo intervento sul contrasto penale alla criminalità organizzata. Analizzando lo strumento della misura di prevenzione, sistema punitivo di incerta collocazione in quanto si basa sul concetto di pericolosità, ne ha evidenziato l’efficacia; il soggetto risulta indiziato per la sola probabilità di commissione di reato e le indagini possono essere ampliate alle amicizie, alle attività, ai luoghi frequentati e ai redditi ottenuti. Su grande intuizione del giudice Falcone, viene seguito il tracciato dei soldi che permette di scoprire il reinvestimento del profitto di reato; resta il limite dei santuari, ovvero le banche, che mascherano i flussi di denaro. “La strumentazione da parte della magistratura è molto invasiva in quanto, per ragionevole sospetto, autorizza il sequestro di beni o la temporanea sospensione dell’uso dei medesimi, anche nel caso in cui siano intestanti a parenti o eredi del soggetto sottoposto al provvedimento.”

Ma le preoccupazioni maggiori si rivelano essere il fenomeno dell’omertà e la cultura dell’illegalità. “Con la criminalità organizzata come prima emergenza nazionale, la magistratura non è funzionale senza la collaborazione dei cittadini. Iniziative come questa sono importanti, creano un giro di informazione più ampio che fa sperare la nostra società non sia segnata. Ed è giusto parlare a voi per primi, voi che sarete i professionisti di domani e vi troverete ad affrontare questi fenomeni”.

Giulia Rodari

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