Novara, operazione Borgo Pulito: 16 arresti per usura ed estorsione a imprenditori edili

borgo pulito

NOVARA. Concedevano prestiti a imprenditori del settore edile in difficoltà economica con tassi che partivano dal 10% per ogni rata mensile. L’operazione “Borgo pulito” dei carabinieri della compagnia di Arona, coordinata dalla Procura di Novara, ha portato in carcere 8 persone, altre 6 agli arresti domiciliari, mentre un’altra è tuttora ricercata. Costoro erano passati da vittime a usurai, perché non riuscivano a sanare il debito. Il dettaglio più “inquietante”, per usare le parole degli investigatori, è che tutto il meccanismo aveva avuto origine da un grosso prestito da 150.000 contratto dall’imprenditore edile di Borgo Ticino Pietro Raso e concesso da un membro del clan Valle, legato alla famiglia ‘ndranghetista De Stefano e finito in carcere nell’estate del 2010 per la maxi inchiesta della Divisione distrettuale antimafia della Procura di Milano.

Per quel finanziamento illecito Raso si era trovato a dover pagare ben 30 mila euro di interessi al mese. Una cifra impossibile da sostenere e che l’ha indotto a diventare lui stesso strozzino.

Così è nato quello che gli inquirenti hanno definito un “fenomeno organizzato”, ramificato fra l’alto novarese, la Lombardia, la Campania e la Sicilia.

Secondo il procuratore generale di Novara, Francesco Saluzzo, si tratta di “un gruppo di persone che ha cercato di sostituirsi agli imprenditori, in modo non indolore”. Chi non pagava, infatti, era soggetto a veri e propri pestaggi o era addirittura costretto a cedere mezzi da lavoro. Secondo gli inquirenti non hanno però fatto in tempo a mettere le mani su alcuna impresa.

In carcere sono finiti Pietro Raso, Umberto Brancaccio, Sergio Panariello, Francesco e Omar Muraca, oltre a Edoardo Ermacora, funzionario di una nota banca di Como che avrebbe suggerito agli usurai i nomi di imprenditori in difficoltà economiche, che non potevano più accedere a normali prestiti bancari.

Agli arresti domiciliari ci sono invece Giuseppe Accardo, Giuseppe Alfano, Virgilio Drago, Antonio Imperadore, Orgen Shima e Pier Giorgio Tosti.

Un’altra trentina di persone è finita nel registro degli indagati; fra loro figura l’avvocato Giuseppe Ruffier del foro di Novara, accusato di favoreggiamento personale, che avrebbe suggerito ai Muraca (suoi assistiti) che cosa dire davanti agli inquirenti. Nei confronti del legale è stata emessa una misura cautelare che prevede l’interdizione alla professione per due mesi.

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