Maxi operazione anti mafia Clan di Gela, arresti a Varese

VARESE Sono più di sessanta le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba di oggi dalla squadra mobile di Varese insieme a quelle di Caltanissetta e Genova e dal commissariato di polizia di Gela nell’ambito dell’operazione “Tetragona”.
Nel mirino dei provvedimenti soggetti ritenuti appartenenti alla Stidda e Cosa Nostra gelese (gruppo Rinzivillo ed Emmanuello) che operavano tra il Nord Italia (Varese e Busto Arsizio oltre a Genova) e Gela. I provvedimenti sono stati emessi, per il reato di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefanti estorsione aggravata, dal gip del tribunale di Caltanissetta Carlo De Marchi, che ha accolto le richieste formulate dalla direzione distrettuale antimafia nissena.
Contestualmente agli arresti, sono state emesse su richiesta del questore di Varese alcune misure di prevenzione a carico di altri personaggi ritenuti affiliati a Cosa nostra gelese, stabilitisi nel territorio del comune di Busto Arsizio e in alcune zone del Varesotto, soggetti ritenuti collegati al ramo della famiglia di Cosa nostra gelese, facenti capo al gruppo Rinzivillo.
Il patrimonio sequestrato nel Varesotto comprende beni immobili, società, conti correnti e imbarcazioni.

A operare nella zona di Busto Arszio era in particolare la famiglia Rinzivillo che attraverso Rosario Vizzini, un pregiudicato e presunto referente della cosca sul territorio, si sarebbe procurata attraverso estorsioni e attività illecite denaro che poi veniva reinvestito in attività imprenditoriali, negozi e appartamenti. Nel Varesotto sono stati eseguiti i sequestri più consistenti, in tutto beni per quasi dieci milioni di euro, appartenenti a presunti esponenti delle famiglie affiliate a Cosa Nostra.

Sono nove le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla polizia in provincia di Varese, due delle quali nei confronti di persone che si trovavano già in carcere. Le indagini hanno permesso, grazie anche alla collaborazione di alcune delle vittime, di ricostruire episodi di estorsioni e di infiltrazioni mafiose nell’imprenditoria, alcuni dei quali erano già venuti alle luce nell’operazione antimafia ‘Fire off’ che nelle scorse settimane aveva già portato all’arresto di Vizzini.

Fra i nuovi episodi nei quali sarebbe coinvolto il gruppo capeggiato da Vizzini ci sarebbe la sottrazione di auto per un valore di 100mila euro a un concessionario, oltre a estorsioni nei confronti di un’impresa di calcestruzzi e di un’ azienda metalmeccanica a Legnano. Nella maggior parte dei casi le vittime erano imprenditori originari della zona di Gela, intimoriti dai trascorsi criminali degli estorsori.

Il gruppo, secondo quanto è emerso dalle indagini, era attivo anche nello spaccio di sostanze stupefacenti, che si procurava dalle piazze di Milano e Napoli o da Santo Domingo attraverso i contatti con un presunto narcotrafficante, arrestato a Lovere, in provincia di Bergamo. Il denaro in parte era destinato al sostentamento delle famiglie degli esponenti in carcere e in parte veniva reinvestito, soprattutto in locali notturni e imprese edili. Sotto sequestro nel Varesotto, oltre a sette aziende, anche ville, appartamenti e un’imbarcazione.

“Fra la famiglia Emanuello, che operava a Genova, e i Rinzivillo attivi nel Varesotto era avvenuta una spartizione del territorio”, ha spiegato Gilberto Calderozzi, direttore dello Sco, durante la conferenza stampa a Varese “La nostra provincia è una delle zone più importanti d’Italia per il tessuto imprenditoriale – ha commentato il questore Marcello Cardona – ed è fondamentale colpire alla redice il sistema delle infiltrazioni mafiose, anche creando un rapporto con il territorio che spinga le vittime a collaborare”.

Quella di oggi «è un’operazione molto importante contro un clan siciliano di Gela che ha interessato anche la mia terra, la provincia di Varese» ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
«È stato sgominato – ha aggiunto il numero uno del Viminale – un clan dedito al traffico di droga dal Sudamerica che aveva impiantato delle sedi importati a Busto Arsizio e a Genova. Sono stati inoltre sequestrati beni per 10 milioni di euro». Si tratta, aggiunge, «di un’altra operazione importante delle forze dell’ordine cui va il mio plauso».

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