Al via l’osservatorio provinciale sulle mafie

E’ stato presentato alla stampa, questa mattina, l’Osservatori provinciale sulle mafie promosso dal coordinamento novarese di Libera in collaborazione con il CSV di Novara e sostenuto dalla Fondazione BPN per il territorio, dalla Fondazione Cariplo e dalla Provincia di Novara. Si tratta di un progetto che, in linea con la storia e l’identità di Libera, ha due obiettivi principali: osservare i fenomeni riconducibili alle mafie presenti sul territorio, superando il livello della cronaca ma cercando di metterne in evidenza le dinamiche, gli aspetti culturali, sociali ed economici che sono alla base di quanto osservato e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità della rivoluzione culturale necessaria al nostro paese per liberasi dalle mafie.

E’ Domenico Rossi, referente di Libera Novara, a spiegare il “perché” dell’osservatorio: «Diventa sempre più evidente come il problema delle mafie non sia né un problema di “brutti, sporchi e cattivi” né un problema di alcune regioni del nostro Paese. Sarebbe bastato guardare alla storia delle infiltrazioni criminali nelle regioni del Nord per capirlo o alla significativa presenza di beni confiscati ai mafiosi (135 in Piemonte e 957 in Lombardia al 1 dicembre 2010). Negli ultimi anni le inchieste della magistratura hanno dimostrato come, ormai, siamo di fronte a una presenza capillare e significativa di organizzazioni che seguono una logica di vera e propria colonizzazione di spazi dell’economia, della politica e delle istituzioni.

La stessa provincia di Novara, purtroppo, non risulta immune da tutto questo. Si pensi, solo per fare degli esempi, alla presenza di beni confiscati, alle infiltrazioni nell’Alta Velocità, all’omicidio del fruttivendolo Benvenuto residente a Novara, all’arresto di Rocco Coluccio nell’operazione “Crimine” o all’operazione “Replay” che ha dimostrato come un’organizzazione criminale dirottasse nella discarica di Briona rifiuti tossici dalla provincia di Varese. Ma soprattutto, se si vuole prendere sul serio quanto riportato nell’ultima relazione della DIA, dove si individuano come aree di infiltrazione il sistema degli appalti pubblici, il settore del movimento terra, alcuni segmenti dell’edilizia privata e il “multiforme compartimento che provvede alle cosiddette opere di urbanizzazione”, non possiamo non guardare con una certa attenzione a quanto “succederà” a Novara nei prossimi anni: il nuovo ospedale, i lavori che riguarderanno la zona di Agognate e l’EXPO 2015 di Milano».

Gli ambiti di cui si occuperà l’osservatorio sono essenzialmente cinque: Beni confiscati, Ciclo del contratto pubblico, Economie criminali (usura, narcotraffico, riciclaggio, …), Tratta degli esseri umani e mafie straniere, Movimento terra/cave. Molto importante, inoltre, saranno le attività volte all’aumento di consapevolezza della cittadinanza quali percorsi formativi nelle scuole, incontri pubblici di sensibilizzazione sulle tematiche inerenti il lavoro dell’osservatorio e pubblicazioni di documenti/relazioni.

Alla conferenza stampa era presente anche Maria José Fava, referente piemontese di Libera, la quale ha sottolineato come il progetto si inserisca nel solco dell’osservatorio regionale, da anni portato avanti dalla segreteria torinese, e quanto sia importante che l’osservatorio novarese diventi un’opportunità per tutta la rete.

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2 Risposte

  1. Mattia Anzaldi ha detto:

    Un grande passo per la cittadinanza!

  2. angela ha detto:

    uno studio del territorio che sia per tutti strumento di conoscenza e quindi consapevolezza!
    Si parte!!
    angela

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