La pastasciutta del ’43 Museo Cervi, patto con Libera «Resistenza contro le Mafie»

Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore». Così diceva Alcide, padre dei sette fratelli, a chi gli chiedeva di raccontare la storica pastasciutta offerta dalla famiglia Cervi dopo la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943. Domenica, a Gattatico, non è andata in scena solo una rievocazione: la Resistenza di ieri, contro il fascismo e il nazismo, ha stretto la mano alle Resistenze di oggi, contro le mafie e l’illegalità. Tra le oltre duemila persone che si sono sedute a tavola nel vecchio podere dei Campi Rossi – più ancora che nelle precedenti edizioni – c’erano anche i rappresentanti di Libera, la cooperativa fondata da don Ciotti, in prima linea nella battaglia antimafiosa e nella riconversione a scopi sociali e produttivi delle terre sequestrate ai clan. Quelli di Libera – che da sabato 31 luglio a lunedì 2 agosto faranno la loro festa a Fabbrico – hanno portato in regalo i prodotti delle coltivazioni, pasta e vino, per suggellare simbolicamente il patto di collaborazione con il Museo Cervi. Un altro tassello nella rete di relazioni che il Museo si sforza di tessere, legando la memoria del passato all’impegno sulle emergenze di oggi, lungo il filo conduttore dell’antifascismo e della Costituzione. Di questo lavoro, la serata della pastasciutta è un momento importante, che ogni anno vede aumentare le presenze, anche di giovani. Si mangia insieme, si discute, si fa festa, si riflette. Questa volta l’ospite sul palco era l’attore Ascanio Celestini, uno che nei suoi monologhi non risparmia nulla al berlusconismo, ma non fa sconti nemmeno alla sinistra. La manifestazione ha anche concluso il Festival di Resistenza, rassegna teatrale che da anni viene organizzata al Museo. E che, in questa edizione, con il sostegno della cooperativa Borea, ha assunto la formula di concorso: l’apposita giuria ha decretato vincitrice la compagnia Arditodesìo di Trento, con lo spettacolo “Sloi Machine”, interpretato da Andrea Brunello. “Come sempre – commenta Rossella Cantoni, presidente del Museo Cervi – questo incontro ha rappresentato una concreta testimonianza di quanto ancora il territorio viva come un patrimonio condiviso la propria storia. Senza il generoso aiuto dell’Arci, delle associazioni e dei tanti volontari riuniti del Comitato 25, non sarebbe stato possibile”.

Articolo di Stefano Morselli apparso su L’Unità il 27 luglio 2010

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