gen 27th, 2012
by Mattia Anzaldi.
Ammonta a 19,3 miliardi di euro il “fatturato” annuo dei reati criminali raccolti nella pubblicazione di Legambiente, “Ecomafia 2011“, ricavo illecito degli oltre 30 mila crimini ambientali che ogni anno contribuiscono alla distruzione territoriale del nostro paese.
Antonio Pergolizzi, responsabile della pubblicazione annuale dell’associazione ambientalista e ospite di Libera Novara in vista della due giorni di formazione -promossa dall’osservatorio provinciale sulle mafie e da Avviso Pubblico- per le pubbliche amministrazioni della provincia (http://osservatorionovara.liberapiemonte.it/formazionepa/), ha ieri mattina incontrato i ragazzi dell’istituto Pascal di Romentino per approfondire con loro il tema delle ecomafie.
Ciclo del cemento, rifiuti, atti incendiari, agromafie, zoomafie, archeomafie. Questi alcuni dei reati che comprendono il grande giro d’affari che oggi alimenta buona parte dei circuiti economici illeciti del nostro paese, in materia di ambiente e salvaguardia della salute collettiva. Dal traffico di animali esotici protetti dalla Convenzione Cites alla compravendita illegale di opere d’arte; dalle discariche a cielo aperto del “triangolo della morte” alla decadenza brianzola dell’operazione “Star Wars”, fino al crollo infine di parte del liceo Darwin di Rivoli. Nord e sud del paese collegati da un’incapacità patologica, a tratti utilitarista, delle amministrazioni pubbliche di essere osservatori formati e controllori intransigenti.
Un settore, quello delle ecomafie, viziato da un patrimonio legislativo scarso e inefficiente. Basti pensare che il reato di “traffico illecito di rifiuti” entra nel codice penale solo nel 2001, che in molte regioni non esiste un vero “protocollo cave” approvato, o che la quasi totalità dei reati ambientali viene sanzionata economicamente con multe del tutto irrisorie, comprendendo giuridicamente l’atto criminale in un quadro amministrativo viziato da una mancanza di autorizzazioni, e non come un vero e proprio delitto al contesto ambientale e panoramico del territorio.
“I reati ambientali vengono ancora, purtroppo, considerati crimini in assenza di vittime – ci dice Pergolizzi – Come si fa scientificamente e giuridicamente a dimostrare chi sono le parti lese a seguito di uno sversamento illecito di sostanze tossiche?”.
Caratteristica, quella del danneggiare una collettività astratta e difficilmente dimostrabile sotto il profilo scientifico, che consente di investire grandi capitali a rischio zero. Vi è infatti un rapporto drammatico tra benefici sociali e benefici privati.
(continua…)
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gen 26th, 2012
by Mattia Anzaldi.
Il 25 gennaio si sono ritrovati, nella loro bisettimanale riunione di presidio, i ragazzi del presidio “Giancarlo Siani” dell’istituto magistrale Tornielli Bellini.
Con loro un’ospite d’eccezione: Monia Sangermani, giornalista di cronaca nera del giornale locale “Novara Oggi”.
Monia, per necessità di lavoro e per passione, ha potuto occuparsi -e continua tutt’ora- degli svolgimenti del delitto Marcoli, dal brutale assassinio del 20 gennaio 2010, alle ultime vicende processuali, seguite e documentate anche dall’Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera Novara (http://osservatorionovara.liberapiemonte.it/).
Ricordo, formazione, delucidazioni per un caso tutto in divenire, che ha aperto la strada verso nuove investigazioni sul territorio da parte della procura. Si è potuto sottolineare l’importanza di Libera e dei suoi protagonisti comuni: noi.
In un territorio di confine come quello della provincia di Novara, è nostro compito tenere gli occhi aperti e soprattutto alzare la voce per contrastare il silenzio dell’omertà che va diffondendosi a macchia d’olio e che produce un concreto aumento dei casi associati alla criminalità para-mafiosa (e mafiosa) negli ambienti più fragili: politica, ambiente, appalti pubblici, usura.
Lo svilupparsi delle vicende processuali deve essere il punto di partenza dei cittadini novaresi per una coscientizzazione collettiva verso un senso di maggiore corresponsabilità, la via più efficace per combattere ogni giorno il fenomeno mafioso.
Cesare Strazzacappa
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gen 14th, 2012
by Mattia Anzaldi.
“La mafia uccide i servitori dello Stato, che lo Stato non è riuscito a proteggere”. Queste parole rimbombano, ancora una volta nelle nostre coscienze. Fu una delle ultime dichiarazioni di Giovanni Falcone. Una profezia che si sarebbe avverata.
Oggi, è Maria Falcone a riportarcele. Una sala gonfia di studenti ascolta commossa la storia di un uomo, di un fratello, di un servitore dello Stato.
Ricordare Giovanni Falcone è importante per due motivi. Non solo perché fu il primo ad indagare seriamente il fenomeno mafioso: la sua storicità, le connivenze con il potere politico ed economico, gli anni rivoluzionari del pool e dei maxi processi.
Ricordare Giovanni Falcone significa riscoprire il «senso religioso del dovere». Non un obbligo, ma una tensione morale verso i valori che costituiscono la nostra democrazia.
Una democrazia che ancora oggi rimane atomizzata, divisa, frammentata. Giovanni Falcone, continua ad essere un’ “anomalia” perché credeva nell’ unicità dello Stato.
«Ognuno di noi deve continuare a fare la sua parte. Non delegare, ma impegnare le forze più importanti delle nostre istituzioni. In questo modo, si potrà costruire una società immune dalle mafie».
Per noi di Libera Novara, per noi cittadini, un faro sempre accesso. Incontrarsi, organizzare forze e intelligenze, tenere viva la passione per una società più giusta.
Perché e vero: gli uomini passano, le idee restano. E continuano a camminare sulle nostre gambe.
Ciao Giovanni
Giuseppe Passalacqua
dic 28th, 2011
by Mattia Anzaldi.

Elia Impaloni, rappresentante dell’associazione “Liberazione e Speranza” di Novara, chiude la giornata organizzata dal coordinamento di Libera Novara per i presidi provinciali.
Dopo un pomeriggio di confronto e verifica sul lavoro svolto dalla rete in questa prima parte dell’anno sociale, la presenza di “Liberazione e Speranza” riporta l’attenzione sulla figura di Joy Dirisu e sul fenomeno della tratta degli esseri umani sul nostro territorio.
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dic 23rd, 2011
by Mattia Anzaldi.

Dopo due settimane dall’ultimo incontro, e in vista delle vacanze invernali ormai imminenti, ci siamo ritrovati come di consueto nell’aula ristoro assieme ad altre tre nuove entrate, Marcello, Flavio e Francesco, ai quali abbiamo presentato l’organizzazione e il nostro presidio.
Prima di affrontare gli argomenti preposti, grazie ai nuovi arrivati ci siamo resi conto di alcune nostre disattenzioni nei lavori svolti a scuola, come ad esempio l’assenza del simbolo di Libera negli articoli della costituzione che abbiamo appeso lungo i corridoi e nel cartellone con la cartina del “Piemonte mafioso” appeso in bacheca.
Rifacendoci ad un capitolo aperto al CSV insieme agli altri due presidi novaresi, abbiamo parlato poi della nostra comunicazione interna di presidio, cercando di disciplinare l’uso dei diversi canali in modo da ottimizzare al meglio organizzazione e informazione.
C’è giunta poi la notizia che la scuola aderirà nuovamente a Libera rinnovando l’abbonamento a “Narcomafie”, rivista dalla quale solitamente parte la nostra formazione.
Abbiamo ricordato la data del 5 gennaio, anniversario della morte di Giuseppe Fava, per cui abbiamo ideato un flash-mob, che si svolgerà non appena riprenderanno le lezioni.
Alcuni di noi poi hanno partecipato al funerale di Joy Dirisu. Si è colto dunque il momento per ricordare insieme l’impegno di Libera e di molte altre associazioni nella lotta allo sfruttamento della prostituzione.
Abbiamo deciso, infine, di far richiesta al preside per avere il permesso di partecipazione alla conferenza che vedrà come ospite Maria Falcone, sorella di Giovanni, il giorno 14 febbraio all’università A.Avogadro.
Infine, sentendo il bisogno di rinforzare lo spirito di gruppo, stiamo programmando per metà gennaio una cena di presidio con, spazi e tempi permettendo, cineforum a seguire.
Ci siamo salutati così prima del periodo natalizio, ma già pronti a ritrovarci il 28 dicembre con gli altri presidi della provincia.
Adriano Moscatelli
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